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Descrizione di percorso di Formazione per IDR - Scuola secondaria di II grado, AS 2023-2024
» Vai ai contenutiUn impatto pervasivo e insospettato, finché non produce i suoi effetti deleteri. È questo l’effetto dell’uso quotidiano degli strumenti digitali. Strumenti che abbondano nella vita, che si svolge ormai non solo in spazi, ma negli schermi che quotidianamente abitiamo, in particolare i giovani, che dei social hanno fatto la piazza virtuale in cui si incontrano. Il loro uso plasma il nostro cervello in un’autentica ibridazione uomo-macchina, attivando aree neuronali diverse da quelle interessate dalla lettura del tradizionale libro cartaceo. Uno strumento antico, che consente un’esperienza di lettura immersiva, via all’incontro profondo con l’autore e con sé stessi, premessa per l’incremento del sapere e lo sviluppo di un pensiero critico. Skimming, skipping, browsing sono invece i verbi che descrivono la lettura con strumenti digitali, a indicare un’esperienza di attenzione parziale, intermittente e saltellante, che non consente la riflessione e un’appropriazione efficace dei contenuti. Così l’abbondanza e il flusso ultra-accelerato di informazioni che ci bombarda (e ci sfinisce) non si traduce in un autentico aumento del sapere, e non favorisce, ma ostacola le relazioni interpersonali. L’iperstimolazione di continue novità provoca una sovraproduzione di dopamina – il neurotrasmettitore del piacere –, fino a creare in noi fenomeni di dipendenza e di apatia con deficit di attenzione quando non siamo esposti al loro mondo luminoso ed etero-diretto. E chi si informa regolarmente sui social, condizionato da questi meccanismi, non va alla ricerca del confronto dialettico ed empatico – fondamento della democrazia – ma della conferma della propria opinione, in una polarizzazione che rende sordi a quelle altrui. Ai boomer, nati nell’era dell’analogico, spetta il compito di traghettare nel nuovo panorama culturali i beni inestimabili del passato. Come? La cura detox da ubriacatura digitale prevede impegni personali e famigliari, come leggere personalmente un buon libro per almeno mezz’ora al giorno, leggere libri con i figli ed educarli alla lettura, ed evitare che usino gli smartphone prima dei 6 anni. A scuola occorre stimolare alla lettura, trasmettere curiosità e amore per il sapere, impedire l’uso degli smartphone in classe e dosare il digitale con prudenza, stimolando a un approccio non passivo ma trasformativo e creativo con la sua tecnologia.
» Vai ai contenutiSono oggetti curiosi, dimenticati sulla terra da alcuni extraterrestri; belli e all’apparenza innocui, ma che appaiono produrre imprevisti effetti negativi su chi se ne impossessa, e specialmente sui suoi figli. È la metafora, tratta dal romanzo “Picnic sul ciglio della strada” che Silvano Petrosino sceglie per parlare della tecnologia e del consumismo e degli effetti che hanno sulla nostra vita personale e sociale. Tutto-subito-sempre. Questa è la cifra sintetica della mentalità a cui ci educano e plasmano quotidianamente, esemplificata nel supermercato, il luogo in cui si trova quasi tutto, sempre e a un prezzo ragionevole. Un modo di sentire costantemente alimentato dal cellulare sempre in tasca, consultato in continuazione, non perché ce ne sia un reale bisogno, ma perché visto che è in tasca, crea l’abitudine ad usarlo. Un’attitudine alla velocità e alla semplificazione, celebrata dai talk show televisivi, in cui si confrontano pareri, che, in mancanza del tempo per approfondirli e motivarli, non hanno lo spessore e la fondatezza di un autentico sapere. Sembrano strumenti neutri (“dipende da come li usi”), ma in realtà hanno effetti profondi e difficilissimi da contrastare. Come il diffondersi di un senso di onnipotenza, che non tollera più limiti e insuccessi – percepiti come fallimenti intollerabili –, e che si spinge sempre più ai confini della nascita e della morte, l’una ormai possibile anche senza alcun esercizio della sessualità, l’altra liberamente scelta. Un altro effetto è lo smarrimento della dimensione del tempo, riassunto nello slogan “life is now”, che dimentica come l’uomo viva di relazioni, che si costruiscono nel tempo e con pazienza, si alimentano di memoria e di speranza, nella “aggrovigliata trama dell’umana esperienza”. Ecco così nascere l’illusione che una tesina di laurea rabberciata in pochi giorni, copiando e incollando da Internet, sia paragonabile a un serio lavoro di ricerca, o che i piatti pronti del supermercato – cui si è costretti per la fretta della vita quotidiana – siano equivalenti ai ravioli fatti in casa imitando i gesti imparati dalla nonna. Educare allora è andare contro corrente, sfruttando con intelligenza, coraggio e creatività gli spazi concessi a scuola – pochi ma preziosi – rendendoli autentiche occasioni formative per suscitare consapevolezza e spirito critico, alternativi ai messaggi che, con ripetizione inesorabile, istruiscono i ragazzi nel nostro contesto culturale. Un compito difficile, ma indispensabile, cui nessuno deve abdicare.
» Vai ai contenutiIn preparazione all'incontro, don Alfredo Tedesco suggerisce di consultare il seguente materiale.
CONTENUTI MULTIMEDIALI ONLINE
Sintesi dei contenuti di seminario formativo Sacrofano 3-4 febbraio 2023
A cura di Commissione pastorale giovani, regione Lazio
I contenuti multimediali saranno esaminati e commentati nel corso dell'incontro del 28 settembre.
2. Pastorale Giovanile Roma - Canale YouTube
Con sperimentazioni di video realizzati con i giovani.
3. Siate audaci e creativi! - Pastorale Lab con Fabrizio Carletti
Pastorale Giovanile Roma in collaborazione con @MISSIONEEMMAUS
Con esplicitazione del metodo creativo e operativo.
BIBLIOGRAFIA
Laura Pigozzi, Adolescenza zero. Hikikomori, cutters, ADHD e la crescita negata (Nottetempo, 2019)
Daniel Goleman, Intelligenza emotiva. Cos'è e perché può renderci felici (1998; riedito Rizzoli 2011)
RIFERIMENTO BIBLICO
Vangelo secondo Luca cap. 24, vv. 13-15: i discepoli di Emmaus incontrano il Risorto.
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